Autore: José Saramago

Anno: 1995


Una fila di auto, dei pedoni che attraversano, un semaforo rosso, scatta il verde e…bianco.

Così ha inizio la devastante “epidemia” di cecità bianca nel mondo distopico di Saramago. Di punto in bianco si smette di vedere e il mondo circostante assume un unico colore, appunto, il bianco. E’ impossibile prevedere chi sarà il prossimo colpito, né tantomeno quando o come. Vi siete mai chiesti se l’umanità sia in grado di gestire una situazione tanto tragica? La riposta è proprio in questo romanzo crudo, senza veli ed estremamente realistico.

Seguendo un gruppo di persone di varia età, ci troviamo in un mondo in cui la cecità fisica è riflessa nella cecità d’animo ed emerge quale sia la spudorata natura umana:

“Gli uomini sono tutti uguali, pensano che basti esser nati dalla pancia di una donna per sapere tutto delle donne”

Nessun discorso diretto, nessun nome, pochi dettagli. Queste sono le caratteristiche che appesantiscono la situazione rendendo ancora più veritiera la vicenda, sottolineando in modo marcato i vizi e i comportamenti tipici dell’uomo moderno.

La guerra uomo contro uomo che si crea in Cecità non è altro che il trionfo dell’homo homini lupus di Hobbes, della legge del più forte e delle dinamiche sociali che si creano all’interno di un’emergenza. Quando il gruppo protagonista dovrà affrontare una quarantena imposta dal governo, una manciata di ciechi deterrà il possesso del potere, tenendo gli altri in una fame costante: è l’egoismo di pochi che ha la meglio sulla sofferenza di molti.

“Chissà se fra questi morti non ci saranno i miei genitori, disse la ragazza dagli occhiali scuri, e io, magari passo accanto a loro e non li vedo, È una vecchia abitudine dell’umanità, passare accanto ai morti e non vederli, disse la moglie del medico.”

Epidemia, quarantena, emergenza mondiale. Suona familiare? Ebbene sì, Cecità fa quasi da manuale alla situazione che stiamo vivendo con il Covid-19, un vero e proprio compendio delle migliori misure da adottare per far cadere il mondo in rovina.

Le domande che restano allora sono “colpirà tutti?” e “com’è possibile sopravvivere?”.

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